SINISTRA ITALIANA
CIRCOLO PINEROLO VAL PELLICE

DOCUMENTO DEL CIRCOLO SINISTRA ITALIANA PINEROLO-VALPELLICE

Il post voto ha certamente lasciato dentro tutti noi grande amarezza: ci siamo ritrovati ad essere più soli di quel che pensavamo. Ci siamo resi conto che molti non ci hanno ascoltato, e che tra quelli che ci hanno ascoltato, pochi sono quelli che ci hanno dato fiducia. Ci siamo interrogati sulle ragioni del fallimento, con una buona dose di autocritica, forse eccessiva.

Talvolta bisognerebbe però fermarsi e guardare le cose più da lontano, con maggiore oggettività, dimenticando le aspettative (che se troppo luminose fanno apparire la realtà buia per contrasto) e concentrarsi sui fatti.

Ci siamo presentati alle elezioni con un partito, un simbolo ed un programma nati da appena un mese. Ci siamo fiondati in una campagna elettorale fatta di slogan e vane promesse, tra partiti con forse poca sostanza ma grande capacità mediatica. Abbiamo subito attacchi continui, da destra e da sinistra. Ci siamo presentati con l'obiettivo di rifondare la sinistra in un paese dove la democrazia stessa è in affanno, dove decenni di diseducazione civica hanno portato i cittadini lontani dalla politica, rendendo il corpo elettorale facile preda della demagogia.

In un contesto del genere, e senza voler sottostimare le colpe e gli errori che certamente abbiamo commesso, il risultato ottenuto può essere visto sotto una luce diversa.

E quindi certamente va considerato che un milione e centomila persone ci hanno dato fiducia; che molti militanti, giovani e vecchi, reduci della sinistra, hanno trovato nel nostro progetto una casa; che sui territori tante compagne e compagni si sono attivati e messi in gioco, sentendosi di nuovo partecipi di qualcosa di positivo; che 14 deputati e 6 senatori sono stati eletti e siederanno in parlamento, e da quella posizione privilegiata potranno portare avanti la nostra battaglia; che siamo l'unica forza minore che è riuscita ad entrare in parlamento; che molti hanno visto nel nostro progetto una speranza, e lo dimostra il fatto che secondo le analisi dei flussi (da ultimo lo studio realizzato da IPSOS) i maggiori consensi sono stati registrati tra i giovani e tra gli studenti.

Tutto questo non può non essere preso in considerazione, non può non essere valutato.

Un cammino è iniziato. Forse più lentamente del previsto, forse con andatura più incerta di quanto non si era sperato, ma certamente è iniziato.

Come circolo di Pinerolo-Valpellice chiediamo quindi che Sinistra Italiana porti avanti questo cammino, e lo porti avanti in modo unitario, all'interno di Liberi e Uguali.

Chiediamo che ci si dimostri degni della fiducia che ci è stata data, che si mantenga l'unica promessa elettorale che siamo fin da subito in grado di mantenere: quella di impegnarci al fine di ricostruire la sinistra, unitaria e plurale, partecipata.

Comprendiamo le critiche avanzate da Fratoianni circa la necessità di dimostrare discontinuità rispetto al percorso del PD, di ricercare una maggiore radicalità nelle proposte.

Ma riteniamo che ciò vada fatto e si possa fare all'interno di Liberi e Uguali, con il confronto, anche duro se serve, ma sempre nel segno dell'unità.

Vogliamo poter dire a chi ci ha dato fiducia che non stavamo scherzando, che non era solo campagna elettorale. Vogliamo poter dire a chi ha deciso di seguirci che noi ci siamo, e che facciamo sul serio.

Pinerolo-Valpellice 12 marzo 2018

CIRCOLO SINISTRA ITALIANA CIRCOLO PINEROLO-VALPELLICE

Via Garibaldi 10 TORRE PELLICE www.sipinerolovalpellice.it

Mail: sipinerolovalpellice@gmail.com

                                                       CHI SIAMO

Un gruppo di Compagne e compagni che condividono il documento di Sinistra Italiana, MDP e Possibile alla base del percorso unitario della Sinistra

                                                       LE NOSTRE IDEE

Anni ed anni di politiche liberiste hanno portato migliaia di persone a vivere in condizioni di estrema difficoltà; bisogna avanzare concrete proposte alternative, come rilanciare la progressività delle imposte oppure ribadire il diritto alla pensione per chi da 40 anni lavora, con il giusto mix tra radicalità e concretezza di chi vuole assumere il governo del Paese. Vediamo la necessità di affrontare con forza i problemi come povertà, diseguaglianze, mancanza di diritti, mancanza di lavoro, di reddito, di opportunità, tagli alla sanità, tagli alla tutela dell'ambiente e del territorio ecc. con la consapevolezza della necessità di una coerente politica per l'Europa per permettere di realizzare politiche di miglioramento delle condizioni di vita

                                                          I NOSTRI PROGETTI sul territorio

LAVORO
ISTRUZIONE
SANITA'
SALVAGUARDIA DELLA MONTAGNA

(vedi i dettagli sul nostro sito www.sipinerolovalpellice.it)

                                                  I NOSTRI PROPOSITI

Va contrastata con forza chi (come la destra) afferma politiche che puntano a scatenare la guerra tra le persone, senza individuare le colpe in chi ha creato la crisi; un'alternativa è possibile: la soluzione alla crisi che attanaglia le persone sta in politiche di sviluppo, in investimenti sul lavoro, sulla casa;

condanniamo e contrastiamo con forza il fascismo che sta affermando la sua presenza in varie forme; non bisogna sottovalutare questi molteplici segnali, fomentati da chi semina odio nella società.

SIAMO QUI PER COSTRUIRE UNA NUOVA SINISTRA: QUELLA CHE SERVE ALL'ITALIA E MANCA IN EUROPA

ISTRUZIONE

Progetto accompagnamento scolastico

Blog

documento Politico del circolo


DAL NAZIONALE

assemblea 8 ottobre


Agorà: Fratoianni, finito teatrino sapete dove trovarmi

(AGI) - Roma, 5 ott. - "Ormai da un po' di tempo mi astengo dal partecipare alla giostra dei commenti quotidiani sulle dichiarazioni, le prese di posizione dell'uno o dell'altro esponente del mondo della Sinistra. Perché ritengo più utile stare sul merito delle questioni, a quel che interessa al Paese e al nostro popolo". Lo afferma Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana, su Rai3 per Agorà. "Per questo continuo a dire che la Sinistra di questo Paese ha il compito e la responsabilità di discutere rapidamente, assai rapidamente, di una cosa sola, non di Pisapia o di questo o di quell'altro: un progetto di cambiamento e di alternativa per il futuro di questo Paese, che faccia uscire l'Italia dalle secche della crisi, che affronti e risolva la vera emergenza che abbiamo, cioè la diseguaglianza che cresce sempre più", aggiunge. "lo di questo voglio occuparmi, e mi pare che sia una questione seria. Poi per il resto, ciò detto, rimango non solo disponibile ma interessatissimo a costruire una proposta unitaria con tutte le forze di Sinistra per le prossime elezioni. Quando sono pronti - conclude - sanno dove trovarmi".

Sinistra svegliati fuori c'è il mondo!

www.huffingtonpost.it '

LaPresse

Fuori dai racconti giornalistici, dal teatro, dagli avvitamenti sui nomi e sulle biografie della vecchia politica: fuori da tutto questo c'è un mondo. Un mondo reale: un mondo da cambiare, "grande e terribile".

E in quel mondo c'è un popolo. Un popolo che sente sulla propria pelle "la scandalosa realtà di questo mondo" (sono parole di papa Francesco). E che forse, questa è la speranza, è pronto a unirsi per cambiarlo, questo benedetto mondo.

Siamo tanti. "Siamo il 99%", dicevano gli americani di Occupy Wall Street. Siamo i cittadini comuni. Quelli del tutto sommersi dalla diseguaglianza, e inghiottiti dalla povertà. E, insieme, quelli che ne sono fuori: per ora salvati, ma ben coscienti che i nostri figli staranno peggio di noi.

Tutti insieme, siamo consapevoli di avere perduto ogni potere. Siamo diventati sudditi: di una politica a sua volta asservita al mercato. Una cosa ci accomuna tutti, italiani e migranti, salvati e sommersi: non abbiamo più nulla e nessuno a proteggerci. Non c'è più lo Stato: quello che Aldo Moro progettava, alla Costituente, come una "doverosa forma di solidarietà umana". Tutto è stato privatizzato: e noi siamo stati privati di tutto.

Ora abbiamo davanti due strade.

Possiamo pensare che non ci sia più niente da fare: e che ci resti solo la rassegnazione. Anche quella privata, individuale, chiusa.

Oppure possiamo provare a fare comunità. E a trovare insieme la forza di cambiare. Sarà una strada lunga ed erta, ma non ci sono scorciatoie. E quella strada passa attraverso la possibilità che nel prossimo Parlamento della Repubblica questo popolo sia rappresentato: il popolo che vuole invertire la rotta. Ci vuole una lista elettorale, una sola perché dobbiamo dare forza e credibilità a qualcosa di più grande della somma delle nostre identità: anche così che si cambia il mondo.

È la Sinistra? Certo, se vogliamo continuare a chiamare così un progetto di eguaglianza, inclusione, giustizia sociale. Ma veniamo da tante storie diverse. Io, per esempio, sono cattolico: mi sono formato sui testi di don Lorenzo Milani. Che a chi divideva il mondo tra "italiani e stranieri" rispondeva: "io rivendico il diritto di dividerlo tra oppressi e oppressori". E oggi appartiene forse al papa la voce più radicalmente critica sullo stato delle cose.

Ognuno di noi potrebbe raccontare le proprie origini, la propria storia, le proprie convinzioni: sono diverse, anche diversissime. Ebbene, è l'ora di metterle insieme.

Il percorso che, con Anna Falcone e migliaia di persone, abbiamo iniziato a giugno al Brancaccio di Roma e che prosegue oggi con cento assemblee nelle piazze e nei teatri di tutta Italia è solo questo: la proposta di un metodo, di un modo di stare insieme. Dal basso: ridando la parola ai cittadini, e costruendo una nuova alleanza con i partiti, le associazioni, i comitati e i movimenti. Con chiunque vada nella stessa direzione. Oggi quel percorso, quel metodo, quel modo di aprirsi, è a disposizione di tutti: non ha padroni né custodi. Cambiamogli pure nome se volete: ma usiamolo. E senza che nessuno debba chiedere il permesso a nessuno!

Lo dico con umiltà e con tutto il rispetto per i tempi e le discussioni di ognuno: il momento è ora.

Ora che sta diventando chiara la distinzione tra chi vuole solo perpetuare lo stato delle cose e chi è intenzionato a ribaltarlo. Ebbene, ora è venuto il momento di parlare delle cose. Del progetto. Abbiamo bisogno di un luogo aperto, dove tutti si sentano a casa: dove possiamo darci tutti insieme un metodo per decidere.

Tutti: i cittadini che, come me, non sono iscritti a nessun partito. Quelli che sono membri di associazioni o comitati. Quelli iscritti all'Altra Europa, a Mdp, Possibile, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana e a qualunque altra formazione, con i suoi organismi e gruppi dirigenti. Quelli delusi dal Movimento 5 Stelle.

Ognuno con la propria discussione in corso, con le proprie differenze e storie. Ma tutti alla pari, per iniziare a costruire qualcosa che ancora non c'è. Per ribaltare il tavolo dello stato delle cose. Per invertire finalmente la rotta.



Fratoianni: Ha ragione Montanari, il tempo è ora. L'Italia ha bisogno di una storia nuova a sinistra

www.huffingtonpost.it '

Tomaso Montanari ha ragione. Il tempo è ora. E non si può aspettare più.

L'impressione è quella di essere precipitati dentro la sceneggiatura di una commedia, neppure ben scritta. Un dibattito asfittico e autoreferenziale perché privo degli occhi, e delle orecchie, per vedere e ascoltare ciò che accade nel mondo che ci circonda. Un dibattito che riduce la politica alla tattica, al posizionamento, nel quale ciò che scompare è il cuore della questione.

La politica, la sinistra, hanno senso solo se sono capaci di rivolgersi alla vita delle persone, se sono capaci di distinguere tra chi si è impoverito e chi, invece, continua ad arricchirsi, se sanno vedere le disparità tra i molti e i pochi. Se sanno fare questo, la politica e la sinistra, tutto diventa più semplice, e la strada da percorrere si fa più chiara.

Chi sono i nemici e chi gli avversari, e così, anche chi sono i possibili alleati. Da una parte ci sono i grandi interessi economici finanziari, le grandi banche di investimento che generano la crisi, privatizzano i profitti e socializzano le perdite, sottraendo i soldi di tutti per salvarsi e riprodurre questo meccanismo. L'industria militare che accresce le commesse e i dividendi, mentre cresce la guerra e la disperazione. Le grandi multinazionali che evadono ed eludono il fisco sottraendo un volume di risorse che potremmo dedicare agli investimenti, per poter prenderci cura della scuola, della ricerca, della sanità, dei beni comuni e del territorio: insomma del benessere dei molti e non dei pochi.

E poi ci sono quelli che in fondo consentono che tutto questo succeda, che non cambi mai nulla. Quelli che ci raccontano dell'eterna emergenza, facendone un alibi per far digerire le peggio cose. Siamo sempre in emergenza senza mai mettere al centro del discorso pubblico l'unica, vera, grande emergenza: la diseguaglianza che cresce a ritmi insostenibili e che condanna moltitudini sempre più sterminate alla povertà e alla marginalità.

Ci sono le destre, razziste e fasciste che danzano sulla paura e sulla solitudine, quelle che mentre dicono "prima gli italiani" pensano agli italiani più ricchi e ti propongono la Flat Tax, ovvero poche tasse a chi ha di più e meno risorse e diritti per chi ha poco o nulla. C'è il Movimento 5 Stelle, che oltre ad accarezzare l'onda xenofoba che monta, svolta a destra anche sulle ricette economiche mettendo in cima alla lista dei nemici il sindacato come nella "migliore" tradizione italiana degli ultimi decenni.

E poi, occorre dirlo, c'è il Pd. Sì, il Pd, perché non si può far finta di non vedere che le sue politiche, dal Jobs Act alla buona scuola, dallo sblocca Italia che sblocca il cemento e la speculazione, al tentativo di stravolgere la Costituzione, ormai ha passato il segno anche sul terreno dei valori fondamentali, con la rinuncia allo Ius Soli e con quel tristemente noto "aiutiamoli a casa loro", che ha dato seguito alla guerra alle Ong e, cosa ben più tragica, agli accordi in Libia con i trafficanti e i torturatori di migranti, perché blocchino donne, uomini e bambini in quell'inferno. Il Pd, e queste sue scelte, sono una parte essenziale del problema.

Ma dunque chi sono gli alleati di una sinistra nuova? Potenzialmente tantissimi. Milioni di uomini e donne colpiti dalla crisi e dalle "riforme" che l'hanno accompagnata. I giovani prima di tutto. Una generazione precaria, espropriata del futuro prima ancora che di un contratto di lavoro decente. Quelli costretti a lavorare gratis o a svolgere l'alternanza scuola lavoro nelle cucine delle feste del partito di maggioranza. Quelli che non vedranno la pensione e che se la vedranno sarà da fame. Sono le donne, perché la diseguaglianza di genere dal potere ai salari è sempre più grande. E gli anziani che con la pensione che hanno non ce la fanno a campare. È da qui che occorre partire. Per farlo servono poche cose. Chiare.

Abbiamo bisogno di proposte semplici, coraggiose e radicali. Corbyn ha detto "siamo il nuovo senso comune". Occorre uscire dalla minorità, che è innanzitutto fatta di paura. Diciamo allora che è sacrosanto e per nulla estremista far pagare i costi della crisi a chi si è ingiustamente arricchito sulla pelle della maggioranza.

E cambiamo l'ordine del discorso. Occorre investire e non tagliare per creare lavoro, e occorre farlo mettendo in campo un'altra idea dello sviluppo che faccia dell'ambiente e della tutela dei beni comuni il centro delle nostre preoccupazioni. Se ci sono pochi laureati e sempre meno immatricolati allora dobbiamo fare del diritto allo studio la nostra priorità e porre il tema della gratuità dell'istruzione al centro del nostro programma.

E se in questi anni governi di segno diverso si son posti il problema di come licenziare con più facilità le persone avremo il coraggio di dire che basta, che vanno reintrodotti i diritti che sino stati sottratti, ma che vanno anche allargati, ripensati, alla luce di un mondo del lavoro che è cambiato profondamente. È una bestemmia sostenere che non si può licenziare qualcuno se il bilancio di quell'azienda è in attivo? O dobbiamo continuare ad ascoltare le notizie che comunicano grandi utili e nello stesso tempo grandi piani di ristrutturazione (leggi licenziamenti)?.

Possiamo dire che davanti alla crescita dei nuovi lavori, in particolare quelli legati all'economia digitale ci sono nuovi diritti da rivendicare come quello del diritto alla disconnessione per chi è costretto a rispondere alla email del capo 24 ore al giorno?

E ancora, che se la scena che abbiamo davanti è quella nella quale sempre meno persone lavorano, con salari sempre più bassi, con meno diritti e per un tempo più lungo; e che, se le nuove tecnologie e l'automazione sono destinate ad aumentare questa tendenza, è arrivato il momento di porre con forza la questione della riduzione del tempo di lavoro a parità di salario? Per redistribuire il lavoro ma anche per liberare tempo di vita.

Partiamo dunque. Il tempo è ora. E come dice Tomaso Montanari, facciamolo mettendo insieme culture, storie e perfino linguaggi diversi. Incontriamoci subito. Con tutti quelli e tutte quelle che sentono questa urgenza. Facciamo tutto quel che serve, tavoli e assemblee. Purché giungano i titoli di coda di questa inutile commedia e si possa, con lo spirito di chi si indigna e vuole cambiare le cose, cominciare una storia nuova.


Sicilia
Comunicato Stampa

Vertice Mdp-Si con Leoluca Orlando
"Stop a stallo, no equilibrismi segreterie"
"Proposta autonoma, no a candidato proveniente da partiti"

PALERMO - La delegazione regionale unitaria di Mdp e Sinistra italiana ha incontrato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e Fabio Giambrone a Palazzo delle Aquile: tema dell'incontro il percorso verso le elezioni regionali siciliane di novembre.
Durante l'incontro, Mdp e Si hanno sottolineato "l'urgenza di uscire dalla palude in cui indugia la politica siciliana". "La drammatica situazione in cui versa l'isola, dalla sicurezza dei territori alla devastazione dagli incendi che sono la rappresentazione reale e simbolica di una terra in ginocchio, non può più attendere", sottolineano Mdp e Si.
Mdp e Si hanno sollecitato il sindaco Orlando "a prendere atto, in maniera definitiva, che questa situazione di stallo di gravissimo ritardo non può essere risolta con soluzioni di equilibrismo politico tra segreterie". "Il nodo è il lancio di una proposta autonoma civica in netta rottura col governo regionale precedente. Va costruita, dunque - incalzano Mdp e Si - una proposta 'anomala' e non di compatibilità con i tanti responsabili della situazione attuale. Attorno a questa proposta, ad un profilo di candidato presidente che non provenga dai partiti -in grado di parlare ai variegati mondi della cultura, delle professioni e del lavoro, del civismo democratico, dell'associazionismo sociale ed ecologista, dell'arte - ad un metodo che valorizzi le differenze, è possibile tracciare un percorso di adesione, anche di forze organizzate disponibili a fare un passo indietro, che accettino i principi legati all'urgenza del cambiamento".
Mdp e Si hanno ribadito che "solo in presenza di queste condizioni sarà possibile contribuire alla determinazione delle candidature, dei programmi, al sostegno di un candidato presidente condiviso".

Palermo 8 agosto 2017
Ufficio stampa

M.C. (3491304503)

APPUNTAMENTO IL 18 GIUGNO A ROMA

Civati e Fratoianni a Falcone e Montanari: Noi ci siamo

6 GIUGNO 2017


Perché una Sinistra di popolo non può che rinascere dal popolo

L'appello lanciato da Tomaso Montanari e Anna Falcone si chiude con una frase densa e intensa.

Ma anche aperta, non risolta: di qui l'importanza di riempirla di contributi concreti, altrettante tessere di un mosaico che colorano il pavimento su cui incamminarci, insieme.

È un appello che sentiamo nostro perché parla di radicalità, che non esiste senza comportamenti e scelte coerenti, trasparenti, leggibili.

Perché parla di radicalità.

La crisi (che, almeno nel nostro Paese, non è finita) ha reso più evidenti e più feroci le fortissime disuguaglianze che affliggono la nostra società in ogni suo campo. Contrapporre un presente cinico e baro, a un passato recente di un presunto paradiso in cui tutti stavano bene, mette fuori strada e non restituisce la dimensione dei problemi sul campo. Il presente è figlio delle scelte fatte - o più spesso non fatte - negli anni, anche recenti, in cui sono mancate azioni forti, ambiziose, capaci di cambiare prospettiva rispetto a ciò che veniva sempre presentato come inevitabile.

Per questo serve una proposta radicale, all'altezza della sfida, all'altezza dei problemi che le persone vivono quotidianamente. Nessuno schema predefinito ci mette al riparo dalla tempesta, se giocato sul piano della politica politicata.

Perché definisce la rappresentanza.

Non esistono leadership naturali, tanto più se non tengono in debito conto i percorsi politici fatti e gli sviluppi di questi ultimi anni.

Per il referendum costituzionale del 4 dicembre si è mosso per davvero e come non accadeva da tempo, forse dai referendum per l'acqua pubblica del 2011, un popolo che ha espresso con convinzione la necessità di riprendere parola, di esprimersi con forza e con chiarezza. 20 milioni di persone hanno detto no allo stravolgimento della Costituzione.

Ecco, la Costituzione, uscita più forte dal referendum, deve essere ora applicata secondo gli ideali progressisti (del socialismo, dell'azionismo, del liberalismo e del cattolicesimo sociale) che vi sono alla base, riprendendo un percorso interrotto proprio quando si è iniziato a parlare più di riforma che di attuazione.

La rappresentanza ha a che fare con la capacità democratica di un corpo, con la possibilità di riconoscersi in un contesto, in un progetto, che esprime un punto di vista chiaro e definito sul mondo e sul paese. E non può che definirsi in rapporto al paese, a partire dai conflitti e dalle conquiste ottenute.

Perché parla di unità.

Nessuna fuga in avanti, nessun "chi mi ama mi segua", ma una proposta a un popolo. Che stia nei partiti, o che abbia deciso di organizzarsi in forme municipali, o che abbia scelto la strada dei conflitti sociali.

Parla di unità, in un momento in cui piuttosto si tende a dividere, a imporre un marchio, a definire i confini delle proposte senza discuterne fino in fondo, ma attraverso meccanismi di primogenitura.

Non è questo il tempo e non deve esserlo più.

È piuttosto il momento dell'umiltà e dell'unità.

Un'unità che vogliamo costruire attorno a un progetto che dia risposte reali e concrete ai bisogni e alle aspirazioni delle persone che chiedono soluzioni alle molte disuguaglianze ed ingiustizie sociali che impediscono loro di vedere un futuro fatto di giorni migliori.

Per questo vogliamo dare noi un segnale a tutte e tutti e firmiamo in maniera congiunta questa risposta. Per dire che ci siamo, per dire che ci sono tutte le condizioni storiche, sociali ed economiche per definire una proposta che stia con i piedi ben piantati nel mondo e in quello che accade.

Per dire Sì, è Possibile.

Pippo Civati - Nicola Fratoianni



Fratoianni spiega cosa è la sinistra

L'intervista del nostro segretario a LA7 clicca sulla foto per vedere il video


UN CIRCOLO 

DI PERSONE, IDEE ED ENERGIE

Noi pensiamo che fare politica oggi vuol dire mettere in campo le idee e le energie che si sprigionano dagli uomini e le donne che si impegnano sul territorio. Fare politica di sinistra vuol dire impegnarsi per cercare soluzioni ai problemi concreti delle persone. Soltanto così sarà possibile modificare la società e annullare le ingiustizie.


I


UN BLOG PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATI

Uno spazio di discussione aperto a chiunque desideri contribuire alla crescita del Circolo Pinerolo-Val Pellice. Una piazza virtuale dove informarsi sulle nostre attività. Un luogo dove trovare informazioni, porre domande e, a volte, trovare risposte.


4 PROGETTI PER 4 AREE TEMATICHE

IL LAVORO. La globalizzazione ha cambiato in modo radicale il mondo del lavoro in Italia. E' tempo di individuare le nuove problematiche e trovare le risposte più efficaci per combattere l'idea che i lavoratori siano soltanto un costo per le aziende.

LA SCUOLA. "Istruitevi, che avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza" disse Antonio Gramsci. Il nostro progetto di Accompagnamento Scolastico è nato proprio per dar seguito a questo invito. E per dare una mano agli studenti e alle famiglie in difficoltà.

L' AMBIENTE. La montagna è un ecosistema sociale complesso e particolare. Il rispetto dell'ambiente vuol dire riqualificazione del territorio, ma anche svolgere attività produttive che rispettano e preservano la bellezza e le risorse.

LA SALUTE. Il diritto alla salute è inalienabile, ma negli ultimi anni, con la scusa dei tagli alla spesa pubblica, abbiamo visto chiudere ospedali e ambulatori in un territorio morfologicamente complicato come questa area del Piemonte. Rendendo sempre più difficile, soprattutto per la parte più fragile della popolazione, avere una assistenza sanitaria degna di questo nome.


LA FESTA D'ESTATE

Siamo già al lavoro per organizzare la nostra tradizionale Festa d'Estate. Sarà come sempre un momento per ritrovarci a discutere ed informarci. Ma anche per mangiare, ballare e stare in compagnia. Nella pagina dedicata potrai seguire passo passo tutta l'organizzazione dell'evento. E se poi vorrai darci una mano, contattaci, sarai la benvenuta e il benvenuto

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