NOTIZIE DAL NAZIONALE

INVITO


Care italiane, cari italiani,

vi diamo appuntamento ‪il 3 dicembre a Roma per una grande assemblea popolare insieme ai delegati che verranno eletti democraticamente il 25 e 26 di novembre.
Vogliamo costruire una nuova proposta politica capace di fronteggiare le emergenze del nostro tempo, contrastare le disuguaglianze e lo sfruttamento, restituire centralità e dignità al lavoro, dare attenzione ai molti che faticano e non ai pochi che contano. Una proposta chiara e credibile nelle scelte di campo, radicale e di governo, coerente nei programmi e innovativa nel metodo, nella forma e nei profili che dovranno rappresentarla, rigorosamente costituzionale nelle intenzioni e nelle finalità.

Vogliamo costruire una comunità di donne e di uomini, rispettosa delle persone e delle istituzioni, che non si affidi a slogan, inganni e scorciatoie ma a soluzioni utili, lungimiranti e sostenibili per un cambiamento concreto. Un progetto che ricostruisca la trama di un patto democratico e di solidarietà in grado di non lasciare indietro nessuno, perché tutte e tutti hanno diritto a un futuro. Un progetto, in grado di guardare all'Europa e al mondo, capace di valorizzare la partecipazione e le proposte che si affacciano nella società e sulla scena politica.

Il 3 dicembre daremo vita a qualcosa che ancora non c'è e di cui l'Italia ha davvero bisogno.

Vi aspettiamo.

Pippo Civati, Nicola Fratoianni, Roberto Speranza




Una nuova proposta: il documento

7 NOVEMBRE 2017

La Redazione

CONDIVIDILO

Da tempo Sinistra Italiana è al lavoro ad ogni livello per presentare alle prossime elezioni un'unica lista di sinistra autonoma e alternativa rispetto agli altri poli e con un programma e un progetto chiaro che ponga al centro la lotta alle diseguaglianze e la costruzione di una società differente in cui si rispetti la dignità delle persone e il pianeta in cui viviamo.

Per questo insieme alle altre forze politiche della sinistra e ai promotori del percorso per un'alleanza popolare per la democrazia e l'eguaglianza abbiamo lavorato a questo testo base, da tutti pienamente condiviso, un segnale molto importante e che abbiamo perseguito con determinazione: un passo avanti necessario per dare voce e forza a quei cittadini che non si vogliono rassegnare allo stato di cose presenti.. Ciascuno lo discuterà nelle proprie sedi: Sinistra Italiana lo farà sui territori e in particolare nell'assemblea nazionale del 19 novembre a Roma.


Il documento

Ci impegniamo a partecipare insieme alle prossime elezioni politiche, con una proposta che punti a cambiare la vita delle persone e restituire speranza a milioni di cittadine e cittadini che oggi non si sentono più rappresentati.

Intendiamo costruire un progetto credibile solido e autonomo, che punti a riconnettere sinistra e società, per ribaltare rapporti di forza sempre più favorevoli alla destra in tutte le sue articolazioni.

Ci rivolgiamo a tutte le esperienze del civismo, a chi lavora quotidianamente nell'associazionismo, alle forze organizzate del mondo del lavoro, ma soprattutto a tutte le donne e gli uomini trascinati in basso dalla crisi, che hanno bisogno di una politica diversa per risollevarsi; ai tanti portatori di competenze che non trovano occasione per metterla in pratica, a coloro che ce l'hanno fatta ma non si rassegnano a una condizione diversa di tanti.

La nostra sfida ha un'ambizione alta: partire da un contesto sociale disgregato e diviso e proporci, attraverso le linee del nostro programma, un chiaro indirizzo di governo, coerente, trasparente e credibile. Sta qui il senso dell'utilità per il Paese del voto che chiediamo contro ogni trasformismo e ogni alleanza innaturale.

L'avanzata di forze regressive e xenofobe in molti Paesi europei può essere arrestata non da piccole o grandi coalizioni a difesa dell'establishment e di un ordine sociale ormai insostenibile, ma solo da una grande alleanza civica e di sinistra, che ristabilisca la centralità del valore universale dell'eguaglianza.

La crescita delle diseguaglianze è oggi principale fattore di crisi dei sistemi democratici.

La lunga crisi, prodotta dai guasti del capitalismo finanziario e acuita in Europa da un processo di integrazione egemonizzato dal neoliberismo, ha enormemente accresciuto le diseguaglianze, ha svalutato il lavoro e compresso i suoi diritti, ha costretto alla chiusura di tante aziende e tante piccole e medie attività, ha condannato i giovani a una disoccupazione di massa e una precarietà endemica, ha piegato e svuotato l'istruzione, la sanità e la previdenza pubbliche, ha colpito il ceto medio e ha allargato l'area di povertà e insicurezza sociale.

Il progetto politico a cui vogliamo dar vita nasce per contrastare queste tendenze, riaffermando l'attualità e la modernità del modello sociale ed economico disegnato dalla nostra Carta Costituzionale.

Non regge più il modello di sviluppo basato su alti livelli di inquinamento, su uno spreco insostenibile di materie prime e di consumo del territorio. Vogliamo con la nostra lista essere parte integrante di quel movimento ambientalista che in tutto il mondo si batte per avviare un'ambiziosa transizione verso una "economia circolare", per fermare i cambiamenti climatici riconvertire ecologicamente l'economia, liberarsi dalla dipendenza dei combustibili fossili, affermare nuovi modelli di consumo, raggiungere l'obiettivo di rifiuti zero, garantire la sicurezza alimentare e gli approvvigionamenti idrici.

Vogliamo riportare il lavoro e la sua dignità al centro della società.

Il lungo ciclo della precarizzazione, contrariamente alle promesse liberiste, ha bloccato la crescita della produttività, ha compresso i salari, ha accresciuto la disoccupazione, ha dequalificato una parte importante del nostro apparato produttivo. Oggi siamo il Paese con il lavoro più precario d'Europa, e con il più alto tasso di disoccupazione giovanile.

Per questo crediamo si debba cominciare restituendo ai lavoratori i diritti sottratti, con la legge sul Jobs Act, che va cancellata, e un'età di accesso al pensionamento in linea con quella dei paesi europei. E diversa secondo il grado di gravosità dei lavori.

La più grande ingiustizia che vogliamo debellare è la condizione di precarietà e di infelicità nella quale sono costretti a vivere milioni di nostri giovani. Non c'è un grande futuro per l'Italia se non si garantisce a loro una prospettiva radicalmente diversa di vita.

Non sono più tollerabili discriminazioni salariali che violano gravemente leggi e principi costituzionali. Ci batteremo per riaffermare un fondamentale principio di giustizia sociale negato in tante parti d'Italia: allo stesso lavoro deve corrispondere la stessa contribuzione tra uomini e donne.

L'attacco all'autonomia e alla qualità della scuola e dell'università pubblica è parte dello stesso disegno di disgregazione delle condizioni di uguaglianza.

L'indebolimento dell'istruzione quale presidio dello spirito critico e fattore di mobilità sociale è stato infatti il corollario indispensabile delle 'riforme' volte a rendere il lavoro più precario, ricattabile e sottopagato, minandone la funzione costituzionale di fondamento della cittadinanza democratica.

Vogliamo mettere in campo una diversa idea di scuola, cominciando da un piano di rifinanziamento dell'istruzione pubblica che la porti finalmente ad avere risorse pari a quelle previste nei paesi più avanzati.

Lo stesso deve essere fatto per Universitá e ricerca, umiliate da anni di tagli insostenibili.

Bisogna ricostruire il sistema di tutela del patrimonio culturale smantellato dalle ultime riforme, puntando sulla produzione e la redistribuzione della conoscenza. Vogliamo una cultura che formi cittadini sovrani e non consumatori o clienti.

Ci battiamo per il rilancio del welfare pubblico universalistico, a partire dalla sanità, che deve essere garantita contro processi striscianti di privatizzazione e messa in condizione di rispondere alle sfide aperte dai nuovi farmaci e dalle biotecnologie, da rendere accessibili per tutti.

Vogliamo lanciare un grande piano di lavoro e investimenti pubblici, da cui far passare il rilancio del welfare e la messa in sicurezza del territorio, delle scuole, delle case. Bisogna superare la logica delle Grandi Opere, del consumo di suolo e dello Sblocca Italia: l'unica grande opera utile è la messa in sicurezza del territorio.

Senza gli investimenti pubblici che l'Italia non è in grado di crescere più rapidamente e di creare occupazione stabile e di qualità.

E' nel Sud che bisogna concentrare una quota nettamente più rilevante di investimenti pubblici e privati per fare ripartire l'Italia, conducendo una lotta senza quartiere a mafia e camorra.

L'obiettivo imprescindibile della piena occupazione dipende infatti anche dalla riattivazione di forme di intervento pubblico nell'economia, che mettano finalmente l'ambiente e il clima al centro della politica e del modello di sviluppo del Paese.

Tutto questo sarà possibile se sapremo ripristinare un sistema di reale equità e progressività fiscale (come previsto dall'articolo 53 della Costituzione), capace di spostare il prelievo dal lavoro alle rendite e ai grandi patrimoni, nonché avviare una lotta senza quartiere all'evasione di chi ha di più, a partire dalle grandi multinazionali ai paradisi fiscali: la custodia dell'ambiente diventa infatti il vero tratto distintivo di una rinnovata visione progressista.

La riaffermazione di diritti sociali primari va di pari passo con una nuova stagione di avanzamenti sul terreno dei diritti civili e di libertà che partano dallo jus soli, il testamento biologico e poi si estendano agli altri diritti .

Sentiamo il dovere imprescindibile di garantire un'accoglienza degna a chi cerca in Europa una vita migliore, sfuggendo a regimi sanguinari o alla disperazione della fame.

Il ripudio della guerra, il rilancio del multilateralismo e della cooperazione internazionale sono l'altro lato della medaglia e la bussola di un nuovo ruolo dell'Europa nel mondo globale, in un quadro ancora drammaticamente segnato da conflitti, terrorismo e grandi fenomeni migratori. Senza l'Europa i singoli stati nazionali sarebbero condannati ad una crescente irrilevanza nel nuovo scenario mondiale. L'Europa può svolgere un ruolo importante nel mondo e tornare ad essere fattore di sviluppo e benessere, solo se cambia radicalmente mettendo in soffitta odiose politiche di austerità, sorrette da una miope governance intergovernativa. Serve un'Europa pienamente in sintonia con i principi fondamentali della nostra Costituzione, più democratica, più sociale e meno condizionata dagli egoismi nazionali.

La piena affermazione a tutti i livelli della pari dignità individuale e sociale delle donne è un pilastro del nostro progetto di attuazione integrale della Costituzione repubblicana e del suo cuore pulsante, l'articolo 3.

Va combattuta senza tregua ogni forma di violenza sulle donne.

Vogliamo, in definitiva, ricostruire lo Stato, avvicinare istituzioni e cittadini, restituire i comuni alla pienezza delle proprie funzioni di primo raccordo tra i bisogni delle comunità e i doveri di chi amministra il bene pubblico. Raccogliamo il grido dall'arme dei sindaci italiani che chiedono una svolta nelle politiche verso le città. Dobbiamo garantire sicurezza a tutti senza erigere muri. Occorre ritrovare una politica più responsabile, più progettuale, più sobria nei comportamenti e onesta anche intellettualmente.

Per fare tutto questo e molto altro crediamo si debba aprire una stagione discussione e di partecipazione dal basso, a cui affidare il progetto, il percorso e la scelta delle persone.

Per questo è il momento di costruire un grande spazio pubblico, aperto, trasparente plurale e inclusivo; un luogo che non sia il terreno di contesa tra progetti ambigui e incompatibili tra loro, ma il laboratorio di una proposta davvero innovativa e coraggiosa.

Il cambiamento e l'alternativa rispetto alle politiche degli ultimi anni sono la cifra fondamentale di questo progetto, il cui obiettivo è dare sostanza ai valori di eguaglianza, inclusione, giustizia sociale.

Con questo spirito ci impegniamo a costruire una lista comune alle prossime elezioni politiche: una lista che appartenga a tutte e tutti quelli che vorranno partecipare, insieme e nessuno escluso, e che si riconoscano nelle proposte e valori del nostro programma.

DIREZIONE NAZIONALE 8 OTTOBRE


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Una sinistra unita, alternativa e credibile: è ora di partire

8 OTTOBRE 2017

sinistra italiana

CONDIVIDILO

A sinistra abbiamo una lunga fase alle spalle segnata da un politicismo esasperante, fatto di contese astratte su leadership e alleanze.

Il dibattito pubblico sui giornali ha cercato di trascinare il confronto a sinistra su un terreno lontano dalla realtà, trasformandolo in una contesa personalistica e vuota di contenuti.

Sinistra Italiana ha cercato di tenersi distante da questa impostazione, puntando invece fin dal proprio congresso fondativo e dall'appuntamento fondamentale del Brancaccio, ad una proposta fondata su alcuni punti fermi.

Il primo è la centralità dei contenuti e del profilo politico, che se vogliono essere adeguati al tempo che viviamo non possono che avere il tratto della radicalità e della coerenza.

Non ci servono palliativi, ma proposte che puntino ad aggredire il nodo della dignità del lavoro e della disuguaglianza sociale.

Vogliamo mettere al centro la questione ecologica e i beni comuni per garantire le condizioni della vita nel mondo. vogliamo restituire centralità al lavoro nel processo produttivo in tutte le sue forme, ripristinare una rete di welfare ormai compromessa nei suoi pilastri fondamentali, il cui vuoto continua a pesare sulla parte femminile della società per la quale il lavoro di cura si è moltiplicato; intendiamo lavorare per uno stato sociale non più familista, ma che tenga conto delle individualità, di tutte le famiglie e delle nuove e plurali forme di convivenza; vogliamo puntare ad una politica di pace, accoglienza e cooperazione tra i popoli così come alla diffusione di una cultura che valorizzi le diversità per contrastare le varie forme di violenza crescenti, dal sessismo al razzismo.

Crediamo che anche a livello europeo vada riproposta con forza un'altrernativa concreta, che metta al centro la questione democratica e, attraverso questa, apra lo spazio per una riforma dell'Unione in direzione sociale e solidale.

Crediamo che l'avversario vada chiamato per nome: esso ė chi ogni giorno umilia e sfrutta le lavoratrici e i lavoratori, pratica e diffonde ogni tipo di discriminazione, devasta l'ambiente, corrompe ed evade il fisco.

Il secondo è la ricerca della massima unità a sinistra, da perseguire anche per un fatto elementare di credibilità, perché se abbiamo l'ambizione di rappresentare l'insieme del mondo del lavoro, della precarietà, degli esclusi da ogni diritto, non possiamo non essere capaci di unificare i vari frammenti della sinistra e assumere in un'unica lista culture politiche che hanno un sentire comune.

Il terzo è la conquista di uno spazio di alternativa, che abbiamo chiamato quarto polo, per intendere cio' che oggi si distanzia nettamente dalle altre forze politiche esistenti.

Le destre sono infatti per definizione nostre antagoniste.

Il M5S, con cui in questi anni di opposizione abbiamo pure condiviso molte battaglie, ha subito negli ultimi mesi una profonda mutazione, di cui la leadership assoluta di Di Maio è il suggello, spostandosi su posizioni di destra, tanto sui temi economici e del lavoro, quanto su quelli dei diritti civili, delle libertà e dell'accoglienza.

Il PD ha dimostrato in questi anni di essere il partito dell'establishment, approvando una lunga serie di leggi, a partire da Jobs Act, Buona Scuola, Sblocca Italia, Riforma Costituzionale, decreti Minniti, tutte tese a svalutare il lavoro, ad alimentare le disuguaglianze e a difendere i più forti.

Anche in questi giorni sta lavorando per dare vita ad una nuova e pessima proposta di legge elettorale.

Il quarto è l'idea che proposta politica, unità e alternativa abbiano bisogno di costruirsi, come abbiamo immaginato nel percorso avviato al Teatro Brancaccio, in un grande processo di partecipazione popolare, perché non avremo alcuna possibilità di successo se non sapremo coinvolgere dall'inizio e passo per passo tutte le donne e gli uomini che vogliamo rappresentare e a cui chiediamo di essere protagonisti in prima persona di un processo di cambiamento radicale.

Per questo ci sentiamo in dovere di lavorare con tutte e tutti alla costruzione di una grande assemblea nel mese di novembre, che corrisponda al lancio definitivo della campagna verso le elezioni politiche.

Questi quattro assi abbiamo provato a praticarli nei mesi passati, e oggi possiamo dire di avere molte ragioni di ottimismo, perché lo scenario sembra in via di chiarimento.

MDP ha infatti deciso di strappare con il Governo sul DEF e l'ipotesi di scelte astratte dalla partecipazione democratica sembra uscire di scena.

Si tratta quindi di provare a stringere, perché il tempo che abbiamo lasciato alle nostre spalle è troppo e incombono scadenze importanti, a partire dalle elezioni.

Tutto ci dice che il nostro popolo non sia più disponibile a concedere giorni e settimane al balletto della politica.

Noi crediamo abbia perfettamente ragione e pertanto invitiamo tutti i partiti e movimenti della sinistra a incontrarsi nella prossima settimana per definire un percorso comune cogente.

Per quanto ci riguarda, da domani saremo in campo con una campagna di mobilitazione nel Paese che parli di come migliorare le condizioni materiali di vita di chi ha bisogno di lavorare per vivere.

Diamo pieno mandato al Segretario nazionale per lavorare in questo senso, con tutti gli interlocutori disponibili.

Abbiamo una sola responsabilità: dare risposte adeguate per cambiare la condizione di chi dalla crisi ha avuto solo guai. Questo deve essere il nostro obiettivo ed ė tempo di farcene carico fino in fondo.

La direzione nazionale di Sinistra Italiana

domenica 8 ottobre 2017



Sinistra italiana

Una campagna di comunicazione per sovvertire gli stereotipi su povertà e immigrazione diffusi dalla destra.

"Provano a metterci gli uni contro gli altri - spiega Si - ai precari dicono che la colpa è di chi ha un lavoro stabile, ai giovani senza pensione che la colpa è dei pensionati, ai meridionali che la colpa è di quelli del nord, a quelli del nord che la colpa è di quelli del sud, agli italiani che è colpa degli immigrati. Non bisogna cadere in questi inganni. È tempo di ribaltare i luoghi comuni e dare un nome a chi ci ruba davvero il presente e il futuro"


U25 - Il 2 x Mille a Sinistra Italiana


Usa il codice U25 per destinare il tuo 2 x 1000 a Sinistra Italiana. Non ti costa nulla, ma è grazie alla scelta di tanti come te che possiamo portare avanti la nostra lotta alle diseguaglianze, per l'ecologia, la pace. La politica non può essere solo un gioco tra ricchi: con un piccolo gesto difendi grandi valori come la libertà, la democrazia, l'onestà.

Scrivi il codice U25 nella casella e presentala insieme alla Dichiarazione dei Redditi. Se invece sei tra coloro che sono esonerati dalla dichiarazione dei redditi e hai ricevuto la certificazione unica 2016 (CU2016), allora puoi compilare la scheda scrivendo il codice U25 nell'apposito spazio e firmarla.

Puoi scegliere tra due alternative per la consegna:

a) presentarla in busta chiusa, entro il 30 settembre 2017, allo sportello di un ufficio postale o ad un Caf. Sulla busta devi scrivere "Scheda per le scelte della destinazione dell'otto, del cinque e del due per mille dell'Irpef", il codice fiscale, il cognome e nome del contribuente. La consegna è gratuita.

b) presentarla avvalendoti dei servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate sul sito internet (è necessaria la registrazione al servizio)

Infine ti chiediamo ancora un ultimo sforzo, dandoti in cambio la certezza assoluta che utilizzeremo quanto raccolto con il 2×1000 con la massima cura e la massima trasparenza. Nei prossimi giorni partirà la campagna di comunicazione ufficiale, ti chiediamo intanto di aiutarci a raccogliere le risorse necessarie: contatta i tuoi amici e tutte le persone che condividono i nostri valori e suggerisci di scrivere U25 nell'apposito spazio. A te non costa nulla, per una politica che crede nella libertà e nell'onestà vuol dire tanto.

RICORDA ALLORA NEL DUE PER MILLE SCRIVI U25.


DIREZIONE NAZIONALE DI SINISTRA ITALIANA

Coraggio, unità e partecipazione: un progetto per l'alternativa

7 MAGGIO 2017

La Redazione


Le elezioni francesi ci consegnano un quadro di grande complessità, in cui la sfida decisiva si gioca fra due destre populiste, quella di Maastricht e quella postfascista, ma anche un elemento di speranza.

La sinistra di Melenchon riesce infatti a intercettare una parte importante di voto popolare, soprattutto nelle grandi città, a partire da un programma articolato, di governo, che affronta di petto i grandi temi della conversione ecologica e della giustizia sociale, ribaltando la propaganda nazionalista e xenofoba della destra lepenista in un discorso rinnovato sulla partecipazione democratica e sull'unità del mondo del lavoro.

Costruisce così una nuova connessione sentimentale con il popolo delle nuove e vecchie periferie e contribuisce ad arginare il Fronte Nazionale, senza nulla cedere al liberismo dei socialisti di governo e di Macron.

Noi siamo vicini all'esperienza di France Insoumise, così come a quella di Podemos, di Syriza, della Linke e delle altre sinistre che nei rispettivi paesi provano a cancellare l'agenda dell'austerità, per costruire nuovi percorsi che parlino di uguaglianza e di conflitto, così come consideriamo imprescindibile la relazione con le forze verdi ed ecologiste, a partire da quelle catalane e nord europee.

Crediamo che anche in Italia sia maturo il tempo per aprire una prospettiva di alternativa, che sappia fare i conti con gli errori e i cedimenti degli ultimi 30 anni, ma che soprattutto abbia la capacità di investire sul bisogno di cambiamento di un paese spinto nel vortice della disuguaglianza, dell'impoverimento di massa, dell'assenza di opportunità e della corruzione.

Sinistra Italiana è nata per dare voce e organizzazione a questo bisogno, che riteneva non rappresentato, nè più rappresentabile nei termini del centrosinistra o dell'Ulivo, ovvero di un'esperienza chiusa con la sconfitta politica del 2013 di IBC.

Davanti a chi in questi anni ha continuato a coltivare l'illusione dei due PD, individuando in Renzi il carattere dell'usurpatore, noi abbiamo sempre opposto l'analisi di una deriva liberista e centrista sempre più forte di quel partito, ormai orientato a rappresentare gli interessi dell'establishment e della parte della società meno colpita dalla crisi.

Le primarie del 30 aprile e la nuova, quasi plebiscitaria, affermazione di Renzi ci hanno infine dato ragione.

C'è sintonia fra leader, organizzazione del partito ed elettorato, nella direzione di un governo conservatore delle enormi contraddizioni che ogni giorno l'economia apre.

L'alleanza con il berlusconismo anticipa quella con Berlusconi e la invera persino se non dovesse infine verificarsi, perché il PD parla a quello che fu il blocco sociale del centrodestra e con esso cerca un'interlocuzione fondamentale.

È quindi necessario che la sinistra si riorganizzi in termini di alternativa netta a Renzi e al suo partito, cui non vanno offerte alleanze prima e dopo il voto, cercando invece di costruire un polo attrattivo per tutte le culture critiche e innovative che con coraggio ancora abitano il nostro paese e lottano per cambiarlo.

C'è lo spazio, se sapremo avanzare una proposta alternativa a PD, destre e M5S tanto nella capacità di praticare il conflitto e forme di democrazia radicale, quanto nel linguaggio e nell'apertura al protagonismo di chi viene da esperienze sociali e civiche.

Noi sappiamo quanto questa sia un'impresa difficile, ma necessaria, la cui campana suona anche per tutti i soggetti politici organizzati, che sono chiamati ad una operazione di realismo, generosità e coraggio.

Realismo: forse non esistono le condizioni immediate per un soggetto unico della sinistra, ma certamente possono determinarsi quelle per una coalizione fra le tante parzialità che la frequentano sul piano politico, sociale e culturale.

È tuttavia indispensabile cominciare a lavorare da subito in questa direzione, perché il tempo è poco davanti a noi, quanto grande è quello sprecato alle nostre spalle.

D'altra parte non siamo all'anno zero, come dimostrano le tante liste civiche e di sinistra presenti alle prossime elezioni amministrative, a cui abbiamo dato un contributo importante e con le quali vorremmo costruire entro luglio un grande appuntamento nazionale.

Generosità: il progetto per l'Italia su cui vogliamo lavorare non può avere primogeniture, né essere costruito a partire da equilibri predeterminati. Siamo tutti chiamati a lavorare alla pari, investendo sulla partecipazione diffusa delle donne e degli uomini che vorranno impegnarsi insieme a noi.

Coraggio: le soglie di sbarramento misurano il grado di democrazia di un paese, non la prospettiva di un progetto politico. La sinistra rinasce se investe sulla dignità di chi in Italia è messo ai margini e costretto nella precarietà quotidiana, non se ha come unico obiettivo la conferma di una piccola rappresentanza parlamentare.

Questa arriverà e sarà larga, se sapremo ricostruire una connessione sentimentale con il nostro popolo.

Con questo spirito ci rivolgiamo quindi a tutti i partiti, ai soggetti sociali, al mondo del civismo progressista, a chiunque abbia a cuore la parola sinistra e anche a chi ne abbia perso il significato, ma ritenga insostenibile lo stato di cose presenti.

Iniziamo a lavorare a partire dai contenuti, territorio per territorio, per costruire un'alternativa di governo a Renzi, alla destra e al M5S, collegandoci anche ai tanti percorsi già avviati in questa direzione.

Partiamo dalla riduzione del tempo di lavoro e l'abolizione della riforma Fornero, da un piano per la piena e buona occupazione, dal ripristino ed estensione dell'art.18, dal rilancio della spesa in sanità e istruzione, dal reddito minimo garantito e dalla conversione ecologica dell'economia.

Poniamoci l'obiettivo di cancellare le leggi manifesto di questa legislatura: Jobs Act, Buona Scuola, Sblocca Italia, decreti Minniti.

Facciamoci carico di rilanciare una mobilitazione per la pace e il disarmo, quanto mai necessaria in un mondo sempre più segnato dalla logica di guerra, che passi anche per la contestazione della NATO e delle assurde spese militari che ci impone.

Prendiamo di petto la questione decisiva della UE, la cui costruzione si sta rivelando sempre più insostenibile.

Senza la riscrittura dei trattati e la radicale revisione del funzionamento della UE non può esserci alcuna prospettiva di sviluppo sociale ed economico dell'Europa.

Impegniamoci a partire dalle prossime amministrative in una campagna per superare le nefaste conseguenze dell'inserimento dell'equilibrio di bilancio all'art.81 della Costituzione, che rende ormai difficilissimo garantire i diritti fondamentali della popolazione, dall'istruzione alla casa, dalla cultura alla dignità.

Lanciamo una sfida radicale, all'altezza dei tempi drammatici che stiamo vivendo, denunciati troppo spesso in solitudine da Papa Francesco, che sappia dire la verità sul presente di un'Italia impoverita e immersa nelle difficoltà, ma proprio per questo bisognosa di risposte politiche forti e non di aspirine.

Facciamolo senza ambiguità e reticenze, rifiutando qualsiasi esame del sangue, con la testa rivolta in avanti, ma intransigenti su obiettivi e pratiche.

Investiamo sul popolo che il 4 dicembre ha difeso la Costituzione dall'assalto renziano, sulle mille soggettività sociali che ogni giorno tengono alta la bandiera della solidarietà, della difesa ambientale, della lotta contro mafie e corruzione.

Apriamo uno spazio pubblico di iniziativa, discussione e decisione per la costruzione di una piattaforma politico-programmatica comune, cui possano aderire individui e soggetti collettivi.

Solo cosi è possibile costruire tutte e tutti insieme un progetto forte, credibile e partecipato.

Lo diciamo con la massima chiarezza: su queste basi noi ci siamo senza riserve e invitiamo tutte e tutti a ragionare insieme, a partire da domani.

Non può interessare a nessuno una sinistra che impegni il suo tempo a consumarsi in scissioni e discussioni su quanto Renzi e il PD siano cattivi, ma anche su quanto siano potenziali alleati.

Il PD non è un potenziale alleato per le scelte che ha fatto, per quelle che continua a fare, per il riferimento sociale che ha scelto di avere.

Proponiamo a tutti di chiudere questo dibattito sterile e di iniziare a discutere con tutte le forze civiche, la rete delle liste unitarie e di alternativa, e le realtà di movimento disponibili dell'Italia che vorremmo.

A partire da questa impostazione, impegniamo gli organismi dirigenti di Sinistra Italiana a lavorare ad ogni livello per lanciare un'iniziativa nei confronti di tutti i soggetti politici e sociali della sinistra che tenga assieme tre assi fondamentali: unità di progetto per le elezioni politiche, chiarezza di contenuti e di prospettiva, partecipazione democratica come metodo decisionale.




Fratoianni (SI): serve forte iniziativa politica Ue. Subito moratoria su vendita di armi

5 APRILE 2017 La Redazione

«C'è bisogno della capacità di ricostruire innanzitutto una mobilitazione dell'opinione pubblica internazionale e delle coscienze di tutti noi, a partire da chi si è impegnato in tutti questi anni nei movimenti pacifisti perché è arrivato davvero il momento di un argine collettivo alle barbarie che stiamo continuando a vedere sui nostri teleschermi». Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, intervenuto su Rainews24.

«C'è poi bisogno - prosegue il segretario di SI - che da parte dell'Europa e delle grandi Nazioni ci sia un'iniziativa adeguata alla situazione perché da troppo tempo si accumulano morti, sfollati, profughi e tragedie come quella di ieri di fronte alla quale pure le parole sembrano vuote, e perché non siamo di fronte ad una semplice e terribile guerra civile, ma ad un vero e proprio conflitto mondiale dove tutte le grandi potenze esercitano lì interessi tra loro contrapposti. Infine - conclude Fratoianni - lo so che non basta e non risolve la tragedia sirianama i governi europei, a partire da quello italiano, possono decidere una moratoria nella vendita di armi a quei Paesi coinvolti in quel quadrante internazionale, perché è insopportabile l'ipocrisia: di giorno piangiamo i morti, e poi la sera le cancellerie chiudono un occhio mentre si vendono le armi con cui si uccide».

La rotta balcanica è chiusa per i profughi ma apertissima per le armi. Infatti molte delle armi e munizioni che uccidono nella guerra in Siria e in Yemen vengono dall'Est Europa. Un flusso per un valore di oltre un miliardo di euro negli ultimi quattro anni.

La relazione annuale del governo sull'export militare italiano del 2015 ha registrato un aumento del 200% per le autorizzazioni all'esportazione di armamenti il cui valore complessivo è salito a 7,9 miliardi dai 2,6 del 2014. Boom verso Paesi in guerra, in violazione, attraverso vari escamotage, della legge 185/1990: il volume di vendite autorizzato verso l'Arabia Saudita è salito a 257 milioni dai 163 del 2014: +58%.

https://www.radiopopolare.it/2016/07/vengono-dalleuropa-le-armi-che-uccidono-in-siria/

https://www.radiopopolare.it/2016/05/gianni-ballarini-nigrizia-triplicata-vendita-armi-italiane-export/l 


Fuorisesto, 

convocazione Congresso di federazione

A tutti gli iscritti/e di Sinistra Italiana
di Torino


CONVOCAZIONE CONGRESSO DI FEDERAZIONE

Care, cari,

Michele Prospero, in qualità di garante indicato dalla Segreteria nazionale per il Congresso della Federazione di Torino, sentiti i membri dell'Assemblea nazionale della provincia, convoca il congresso della Federazione di Torino che si svolgerà sabato 8 aprile, 2017 presso Hiroshima Mon Amour, Via Bossoli 83 dalle ore 9,00


Le votazioni avranno inizio alle 16,30


I delegati al Congresso regionale della Federazione di Torino, calcolati ai sensi dell'art. 4 del Regolamento, sono 21 (alla data odierna gli iscritti infatti sono pari a322 ).


Lo svolgimento del Congresso prevede, ai sensi del Regolamento:


1. la nomina di Presidenza e delle Commissioni, la relazione introduttiva del compagno/a inviato/a dal nazionale, gli interventi degli invitati, il dibattito e le conclusioni;

2. la votazione dei documenti politici locali e degli ordini del giorno;

3. la votazione degli Organismi dirigenti e di Garanzia e i delegati al Congresso regionale;

4. Alla chiusura del Congresso si intende convocata l'Assemblea neoeletta per l'elezione del coordinatore/coordinatrice e del tesoriere/a.


Tutte le fasi del Congresso dovranno essere verbalizzate sul modello di Verbale pubblicato che andrà inviato nel più breve tempo possibile aorganizzazione.sinistraitaliana@sxmail.it.
Cari saluti,
Michele Prospero

Garante della Federazione TorinoI 

REGOLAMENTO DEL 1° CONGRESSO DELLE FEDERAZIONI O COORDINAMENTI TERRITORIALI E COORDINAMENTI REGIONALI DI SINISTRA ITALIANA Marzo / Aprile 2017 

Breve sintesi e opinione sul congresso di Rimini

 Care compagne e cari compagni,

come sapete Rosella ed io siamo stati a Rimini per assistere al Congresso fondativo di Sinistra Italiana.Abbiamo soltanto potuto assistervi, e non parteciparvi attivamente come delegati, per via di alcune incomprensioni che sono sorte nelle settimane precedenti tra il nostro circolo e il coordinamento regionale di Torino.
A questo proposito Luca Spadoni ed io ci siamo trovati d'accordo che sarebbe utile se in tempi brevi si riuscisse a trovare il modo di incontrarci per chiarire e iniziare un nuovo percorso di dialogo costruttivo, proprio per superare gli attriti che sono venuti a crearsi nel tempo.
Al congresso è risultata maggioritaria una posizione identitaria forte, anche a scapito di possibili alleanze e/o accordi con altre forze politiche. Posizione culminata nell'elezione a larga maggioranza di Nicola Fratojanni a segretario del partito, come saprete tutte e tutti.
A mio parere, non va visto come una chiusura al dialogo, ma piuttosto come il tentativo di creare un polo di attrazione per tutti coloro che si riconoscono in una sincera tradizione socialista.
Probabilmente il tentativo operato in questi anni di dar vita a partiti-omnibus che ambissero a rappresentare chiunque ha ottenuto paradossalmente l'effetto contrario di scontentare tutti.
Se, invece, sono chiari l'identità e i valori che ne stanno alla base, penso che sia più facile per le persone ricominciare a interessarsi di politica.
All'obiezione: "ma così ti condanni all'opposizione!", si potrebbe ribaltare il ragionamento asserendo che così non ci saranno più alibi. Se non si crescerà nei consensi e nella partecipazione, sarà solo colpa nostra.
Sì, sarà solo colpa nostra, perché vorrà dire che non saremo stati capaci a comunicare i valori in cui crediamo; che il nostro operato sarà stato rivolto al nostro ombelico; che ci saremo occupati più di spifferi e correnti che ad ascoltare le persone; che avremo rivolto la nostra attenzione agli interessi e non ai bisogni.
Insomma, ci saremo comportati esattamente come coloro che, giustamente, abbiamo sempre criticato.
In questa stessa direzione va anche la mia opinione che è importante osservare attentamente il terremoto politico che sta scuotendo il PD, ma di non farcene condizionare nelle scelte fondamentali della costruzione della nostra casa politica.
Un'identità chiaramente definita è, secondo me, la migliore cosa che possiamo costruire. E se qualcuno non si sente più rappresentato dal partito in cui milita, ma si sente più affine al nostro pensiero, è il benvenuto.
Benvenuto in casa nostra. Però!
Come circolo penso che sia importante continuare con le iniziative che già abbiamo messo in campo e di inventarcene di nuove, anche per dare un seguito tangibile alle proposte/idee/suggestioni che sono uscite dal nostro meeting di Bricherasio.
Propongo di trovarci per fare il punto della situazione, magari prima di indire il congresso di circolo da farsi secondo le nuove regole dello statuto approvato a Rimini.

Un abbraccio a tutte e tutti,Corrado Brun

IL NOSTRO STATUTO

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